Taizè in Campania, 30 anni di spiritualità ecumenica

Un meeting regionale per celebrare la ricorrenza

 

di Michele Giustiniano*

 

Taizè in Campania spegne 30 candeline. Correva l’anno 1988, infatti, quando, sotto la guida del referente Antonio Villano, nasceva a Napoli il primo gruppo strutturato interconfessionale ed interparrocchiale ispirato al carisma della comunità fondata in Borgogna da frère Roger verso la metà del secolo scorso. Da allora, lo spirito di Taizè si è diffuso in tutta la regione, animando i cuori di sempre più cristiani di ogni confessione.

Per riunire i tanti aderenti e celebrare questi sei lustri di fraternità, gli animatori di Taizè Campania hanno organizzato il 2° meeting regionale, celebrato lo scorso sabato 7 luglio presso la Comunità Ecclesia della parrocchia di Caravita a Pollena Trocchia (NA).

«Circa due anni dopo quell’ormai lontano 1988 – ci racconta Pietro Tizzani, uno degli animatori di Taizè Campania – nacque lo storico gruppo a Portici, che fu punto di propagazione dello spirito di Taizè in tutta l’area vesuviana. Poi fu la volta dell’hinterland partenopeo, con la nascita di molti altri nuclei, grazie anche alla determinazione del referente regionale Enzo Busiello. Nel 2005, arrivò così la grande gioia del 1° meeting nazionale celebrato proprio a Portici: giunsero centinaia di persone da tutta l’Italia, appartenenti a tutte le denominazioni cristiane, per leggere la Bibbia, discutere e pregare insieme. In quell’occasione, fu portata a Portici l’icona dell’amicizia, che da quel momento divenne itinerante, girando l’Italia intera fino al 2° meeting nazionale ad Arezzo».

Al meeting di sabato scorso hanno preso parte circa cento fratelli e sorelle di confessione cattolica,  ortodossa, valdese e metodista, battista e di altre denominazioni ecclesiali. Il programma, secondo lo stile di Taizè, è stato imperniato su tre momenti principali: la riflessione biblica, la preghiera e la condivisione agapica dei pasti.

La giornata ha preso il via con la preghiera mattutina, alla quale hanno partecipato anche il Vescovo ausiliare di Napoli, sua eccellenza monsignor Gennaro Acampa, la diacona metodista Alessandra Trotta, il pastore battista Jaime Castellanos e la rappresentante della chiesa ortodossa Elisabetta Fimiani Kalampouka.

Il programma è proseguito poi con una suggestiva riflessione biblica en plain air, affidata a don Vincenzo Lionetti, coordinatore della commissione diocesana per l’ecumenismo e il dialogo interreligioso della Chiesa di Napoli, che ha preso le mosse da una pericope del Vangelo secondo Giovanni. Gli stimolanti spunti offerti da don Vincenzo sono stati poi ripresi dal dibattito interno ai nove gruppi di lavoro nei quali sono stati suddivisi i partecipanti, i cui risultati sono stati infine presentati nel corso dell’incontro plenario pomeridiano. La squisita ospitalità degli amici della Comunità Ecclesia e il serafico scenario agreste hanno completato l’opera agevolando sia il dialogo sia la contemplazione: non meno interessanti, infatti, sono stati i momenti di meditazione e i tanti canti che hanno animato l’intera giornata, ma anche e soprattutto la gioiosa condivisione dei pasti, che ha consentito a fratelli e sorelle di diverse confessioni e provenienze geografiche di approfondire la reciproca conoscenza, riflettere insieme, scambiare opinioni ed esperienze, per favorire sempre più la crescita di quell’ecumenismo «dal basso» che è vera linfa vitale del movimento ecumenico.   

*Commissione diocesana ecumenismo e dialogo interreligioso

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