Un albero per Khaled

A Napoli un ricordo inter-religioso di Khaled Fouad Allam

 

          L’Associazione Amicizia Ebraico Cristiana di Napoli, il 15 maggio scorso, a Napoli (Mergellina), aderendo al progetto “Un albero per la Vita” della Prima Municipalità, ha piantumato un albero in ricordo del socio onorario Khaled Fouad Allam, scomparso lo scorso anno. La cerimonia è stata molto sentita e ha toccato nel profondo tutti i presenti, e se i frutti che l’albero darà saranno direttamente proporzionali all'acqua che il cielo ha “donato” ai presenti durante la cerimonia, c’è di che essere fiduciosi!

Il Prof. Francesco Villano, Presidente dell’Amicizia di Napoli, dopo aver ricordato che l’AEC di Napoli aveva eletto il Prof. Fouad Allam, come Socio Onorario, più di un decennio fa, ne ha delineato la figura con le parole che seguono. Il Prof. Khaled Fouad Allam, uomo del dialogo, sociologo e studioso dell’islam ci ha prematuramente lasciati il 10 giugno dello scorso anno. Uomo di pensiero, grande intellettuale, espressione dell’islam moderato, è stato sicuramente una delle voci più colte e informate del nostro Paese, per quanto riguarda il molteplice e variegato universo islamico, sia passato che presente. Docente in varie università italiane, oltre che eletto alla Camera dei deputati per una legislatura, ha dato a molti, compreso chi scrive, la possibilità di affacciarsi con sicure coordinate interpretative in mondi culturalmente altri e lontani, ma geograficamente vicinissimi. Le sue analisi e riflessioni si fondavano su una conoscenza diretta e profonda sia dei testi che di fatti e realtà concrete. Un vero e proprio costruttore di ponti, sia culturali che umani, che fino all’ultimo ha continuato ad interrogarsi sulle varie problematiche, alcune tremendamente tragiche, che al giorno d’oggi affliggono il mondo islamico che, sballottato tra crisi endogene e diffusa instabilità internazionale, trova alquanto problematico rapportarsi a ciò che islamico non è. Del suo ultimo lavoro, “Il jihadista della porta accanto”, mi hanno colpito due aspetti: il primo riguarda una delle due dediche che fa del testo, e che è rivolta ai suoi genitori: «In memoriam: A mia madre e mio padre, che mi hanno insegnato un altro islam»; il secondo riguarda la conclusione del libro che fa con alcuni versetti presi dalla sura 5 del Corano, la Sura della Mensa. Mi colpì il leggere, in particolare: «…..Tutti ritornerete a Dio che allora vi informerà su ciò su cui divergete». Quando la lessi, mi sembrò di cogliere in essa il riflesso della profonda inquietudine e sofferenza che attanagliava l’animo di Fouad Allam, alla ricerca di una sfuggente e inafferrabile comprensione di un sofferto presente. Senza timore di essere smentito, mi sento di poter dire che per lui, presso il Padre, il futuro, con cui è declinato il verbo nella sura di cui sopra, è diventato un presente di comprensione e di pace.

 

          Alla cerimonia di commemorazioni ha partecipato la Prof.ssa Diana Pezza Borrelli, Consigliere uscente della Prima Municipalità e autrice del Progetto “Un albero per la Vita”,  che consente ai cittadini, che lo desiderano, di piantare un albero in memoria di una vita spenta o appena nata (la Municipalità indica il luogo e la specie arborea e lo prende in carico per la cura). La Consigliera ha portato i saluti del Presidente Chiosi che esprimeva soddisfazione per la crescita del Progetto, e in particolare per il senso che aveva l’albero di oggi, segno di dialogo e di pace. Ha portato inoltre  i saluti della Sig.ra Caterina Lettis Allam, moglie di Khaled. Rav Umberto Piperno, rabbino capo della Comunità Ebraica di Napoli, ha raccontato la lunga frequentazione, circa 10 anni, avuta con il Prof. Fouad Allam, all’Università di Trieste, dove con largo anticipo, insieme, auspicavano e vivevano quel “trialogo”, oggi così urgente. Poi è stata la volta dell’Imam, Dott. Massimo Abdallah Cozzolino, Segretario generale della Confederazione Islamica Italiana e Presidente della Federazione Islamica della Campania, che ha ricordato del Prof. Fouad Allam la consuetudine al confronto e la libertà illuminata che già decenni orsono lo spingeva a invitare il Governo Italiano a dialogare con quelle fasce di popolazione islamica, emarginate sia culturalmente che socialmente, di cui intravedeva possibili sbocchi estremisti. Don Gaetano Castello, delegato diocesano per l’Ecumenismo e il Dialogo Interreligioso ha letto alcuni passi dal testo degli Atti del Convegno Interreligioso su “Abramo nostro Padre nella fede”, tenutosi a Napoli nel ’95, dove il Prof. Fouad Allam affermava: “…e dunque la funzione abramitica non può essere che una funzione unificatrice….su questo mito delle origini è possibile riallacciarsi, nelle attuali forme del dialogo, non tanto sulla stessa testualità, ma sulla funzione antropologica della religione”. Infine Don Franco Bergamin, parroco di Santa Maria di Piedigrotta, parrocchia da sempre aperta al dialogo, ha evidenziato il valore unitivo dell’amore e la cura del Creato.

Alla fine degli interventi, due bimbi presenti, Gabriele e Agostino, uno musulmano e l’altro cristiano, hanno scoperto la targa e si sono abbracciati come segno di comune gioia. La presenza della Sig.Alberta Levi Temin, decana della Comunità ebraica napoletana, di un membro dell’Associazione delle Donne Somale, del Consigliere Regionale Francesco Emilio Borrelli, di famiglie giovani e non, ha dato un tono di festa e di speranza concreta: un nuovo mondo più unito e più in pace è utopia, ma utopia realizzabile.

 

Napoli, 16 maggio 2016

                                                                                                                                 Francesco Villano

                                                                                                                 

  Diana Pezza Borrelli

                                                                                                                      

 

 

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